Nel mondo del lavoro, la professionalità e la correttezza dovrebbero essere principi cardine, soprattutto per le organizzazioni che operano a tutela degli interessi dei propri associati. Tuttavia, alcune nostre esperienze recenti dimostrano come, talvolta, anche enti di rilievo possano adottare comportamenti discutibili, per non dire scorretti, nei confronti dei professionisti a cui si rivolgono per risolvere problematiche complesse.
Un caso emblematico è quello di una nota organizzazione di categoria torinese che, trovandosi a gestire una controversia con un l’operatore di telecomunicazioni Fastweb, riguardante le penali per la disattivazione di una serie di contratti di rete fissa, si è rivolta a PRAESIDIUM per ottenere supporto tecnico-legale. La questione ruotava intorno al rinnovo automatico pluriennale dei contratti e alla legittimità delle penali richieste dall’operatore.
L’avvocato dell’organizzazione sosteneva che tali penali fossero illegittime in virtù del cosiddetto “Decreto Bersani”, il quale vieta l’imposizione di costi per la cessazione anticipata di contratti di telecomunicazione. Tuttavia, questa normativa si applica esclusivamente ai contratti destinati ai consumatori e non a quelli business, specialmente se personalizzati con clausole specifiche. Questo errore interpretativo rischiava di compromettere la strategia di difesa nei confronti dell’operatore.
L’analisi approfondita del caso condotta da PRAESIDIUM ha invece permesso di individuare incongruenze contrattuali significative, in particolare legate alle condizioni generali di contratto erroneamente richiamate nel documento sottoscritto. Tale scoperta ha offerto un’opportunità concreta per contestare le penali richieste e ottenere una posizione negoziale più favorevole.
In un primo momento, l’organizzazione si è mostrata collaborativa e interessata a comprendere la problematica. Tuttavia, una volta ricevute le informazioni necessarie, l’organizzazione ha deciso di escludere PRAESIDIUM e di affidare la gestione del contenzioso esclusivamente al proprio legale, presumibilmente per ridurre i costi. Ancora più deplorevole è stato il fatto che l’organizzazione non si sia nemmeno degnata di riconoscere a PRAESIDIUM il merito di aver contribuito in modo determinante a individuare una strategia difensiva solida, dimostrando una totale mancanza di correttezza e riconoscenza.
PRAESIDIUM si dice profondamente delusa dal comportamento di chi dovrebbe difendere e rappresentare il lavoro di artigiani e piccole imprese di produzione. Questo episodio dimostra come la correttezza professionale non sia sempre garantita, neanche da parte di soggetti che dovrebbero incarnarne i principi, e quale possa essere il grado di garanzia, fedeltà e tutela che riflettono sui propri assistiti.
Il Team di Praesidium